1- IL SECONDO VIAGGIO IN GALILEA

Fino a qui abbiamo visto il primo viaggio missionario di Gesù in Galilea che ebbe luogo durante l’estate del 29 d.C. In questo viaggio, Gesù aveva formalmente inaugurato il Suo regno, nominando i Dodici e aveva proclamato nel Discorso della Montagna la legge e dato istruzioni precise per essere cittadino del Suo regno. Poi il Signore intraprese un secondo viaggio in Galilea, nel quale dimostrò con la dottrina e l’esempio, la natura del Suo regno e l’ampiezza dei benefici che offriva all’umanità. Come per il primo viaggio, gli evangelisti riportarono solo gli eventi più significativi o rilevanti. Il gruppo partì da Cafarnao nell’ottobre del 29 d.C. Durante questo viaggio si verificarono diversi eventi, dei quali, solo il primo lo analizzeremo ora, gli altri negli studi successivi. Qui di seguito elenchiamo gli eventi del secondo viaggio in Galilea:

  1. Il miracolo della resurrezione ddel figlio della vedova di Nain

  2. Il sermone sul lago

  3. La tempesta sedata

  4. Gli uomini indemoniati di Gadara

  5. La donna che toccò il mantello di Gesù e la resurrezione della figlia di Jairo.

 

In questo secondo viaggio:

  1. Gesù dimostrò la Sua divinità e il suo potere sulla morte, sugli elementi naturali e sugli spiriti demoniaci.

  2. In una serie di parabole, spiegò i principi del regno dei cieli e la sua opera tra gli uomini.

  3. In questo viaggio, i dodici discepoli, come aiutanti di Cristo, ricevettero una preziosa formazione nella metodologia dell’evangelizzazione, formazione che presto ebbero l’opportunità di mettere in pratica nel terzo viaggio. Più avanti analizzeremo più dettagliatamente tutti gli episodi menzionati, ma ora evidenziamo un particolare degno di nota:

Luca 8:1-3 E in seguito avvenne che egli andava attorno per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio; con lui vi erano i dodici, e certe donne, che erano state guarite da spiriti maligni e da infermità: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, le quali lo sostenevano con i loro beni.

Luca, sottolinea un aspetto molto importante: che c’era un gruppo di donne che accompagnava il Signore e i Dodici. Tra queste c’erano Maria Maddalena, di cui parleremo più avanti, e la moglie di uno dei funzionari di Erode. Queste donne certamente aiutavano in compiti come cucinare e riordinare. E contribuivano non solo con il loro lavoro, ma anche con le loro risorse. Gesù e i suoi discepoli avevano un fondo comune e sembra che queste discepole contribuissero a garantire che il fondo non si esaurisse. Si può dire che questo gruppo di pie donne sia stato il primo gruppo missionario femminile della chiesa cristiana.

2 - LA RESURREZIONE DEL GIOVANE DI NAIN

Da Cafarnao, dove avevano iniziato il secondo viaggio, Gesù, insieme ai suoi discepoli si diresse verso una città chiamata Nain. (Luca 7:11). Questa città si trovava a circa 40 chilometri a ovest, su un altopiano che dominava l’ampia e splendida pianura di Esdraelon. Lungo tutto il cammino, la gente accorreva, desiderosa di ascoltare le Sue parole di amore e compassione, e portava i propri malati perché fossero guariti. Ma notiamo anche che questa folla nutriva la speranza che Egli si proclamasse Re d’Israele. 

Luca 7:12 «E quando fu vicino alla porta della città, ecco che si portava a seppellire un morto, figlio unico di sua madre, che era vedova; e una grande folla della città era con lei».

Giunti vicino al villaggio, scorsero un corteo funebre mentre si dirigeva lentamente e mestamente verso il cimitero, che erano tombe scavate nella roccia.  In testa al corteo vi era una bara aperta, nella quale giaceva il corpo del defunto, e intorno a lui c’erano i dolenti, che riempivano l’aria con i loro lamenti. Dietro alla bara vi erano gli amici e parenti in lutto, i quali riempivano l’aria dei loro lamenti. Tutta la popolazione del villaggio si è raccolta per dare l’estremo saluto all’estinto e dimostrare la propria simpatia alla famiglia. La scena suscitava compassione e perfino Gesù fu toccato dal triste evento. Il defunto era l’unico figlio di una vedova. La povera donna accompagnava alla tomba il suo unico appoggio, la sua unica consolazione terrena. Gesù non resta indifferente e interviene.

Luca 7:13 «Appena la vide, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».

Gesù avrebbe trasformato il dolore di quella donna in una grande gioia. I portatori si fermarono e i lamenti dei dolenti cessarono. I due gruppi si radunarono intorno alla bara, sperando contro ogni speranza. Era presente in quel contesto Uno che aveva guarito dei malati e scacciato i demoni, ora si apprestava a sconfiggere anche la morte. Luca 7:15 «Fu allora che Gesù disse: “Giovane, dico a te, alzati”!». Il giovane, come aprì gli occhi vide Gesù che lo prendeva per mano e lo solleva. Luca 7:15 «E il morto si mise a sedere e cominciò a parlare. E Gesù lo consegnò a sua madre».  La madre e figlio si unirono in un lungo e gioioso abbraccio. La folla osserva in silenzio, come incantata. «Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio, dicendo: Allora furono tutti presi da meraviglia e glorificavano Dio, dicendo: «Un grande profeta è sorto fra noi» e: «Dio ha visitato il suo popolo» (Luca 7:16). Gli amici del giovane risorto lo abbracciarono, saltando di gioia, e corsero in città a diffondere la notizia. Gesù aveva trasformato un corteo funebre in un corteo trionfale.

Luca 7:17 «E questo detto a suo riguardo si sparse per tutta la Giudea e per tutta la regione all’intorno».

Nonostante i mezzi di comunicazione dell’epoca, l’intero paese era venuto a conoscenza di Gesù e di quello che aveva fatto, e la sua fama cresceva sempre di più.

3 - IMPLICAZIONI PRATICHE

Colui che consolò la madre disperata alle porte di Nain è vicino a tutti coloro che soffrono e piangono. Condivide il nostro dolore e il suo cuore trabocca di tenerezza e compassione per tutti. La Sua parola, è sempre efficace e potente, anche perché Gesù non ha mai smesso di operare miracoli anche oggi come allora. Gesù ha detto: «Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra» (Matteo 28:18). Questa potenza non è diminuita con il passare del tempo e neppure si è esaurita Egli è sempre lo stesso. Ebrei 13:8 «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno». Egli è tuttora un Salvatore vivente per tutti coloro che credono in Lui e lo cercano. Forse non tutti potranno vivere un miracolo simile a questo del giovane di Nain, ma Gesù ha promesso che tutti coloro che credono nel Suo Nome torneranno a vivere e per sempre; ovviamente dopo che Lui ritorna. Purtroppo, dalla morte ci dobbiamo passare tutti; anche il giovane di Nain che è tornato in vita ha dovuto patire nuovi dolori e sofferenze, per poi ricadere nuovamente sotto il dominio della morte. Gesù dice: «Io sono… il Vivente; e fui morto, ma ecco son vivente per i secoli dei secoli, e tengo le chiavi della morte e dell’Ades» (Apocalisse 1:18).

Ebrei 2:14,15 «Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che per timore della morte erano tenuti in schiavitù per tutta la loro vita».

Satana non può tenere in suo potere i morti per sempre. Quando il Signore Gesù Cristo tornerà dirà a coloro che sono nelle tombe: “Risvegliati, o tu che dormi, e risorgi da’ morti”. Efesini 5:14. Queste sono parole di speranza, consolazione, ma soprattutto di vita eterna. Oltre al fatto che eliminerà per sempre la sofferenza, la morte e anche l’autore di queste cose, ossia Satana.

Romani 8:11 «E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi»

1Tessalonicesi 4:16,17«Perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi; poi noi viventi, che saremo rimasti, verremo insieme con loro rapiti sulle nuvole, a incontrare il Signore nell’aria; e così saremo sempre col Signore».

Queste parole sono una certezza assoluta per coloro che credono nel Suo nome. Consoliamoci gli uni gli altri con questa certezza.

CONTATTI

SCRIVICI UN’EMAIL, CHIAMACI O CONTATTACI TRAMITE IL FORM !