1- I DISCEPOLI DI GIOVANNI

Luca 7:18-23 «I discepoli di Giovanni gli riferirono tutte queste cose.  Ed egli, chiamati a sé due dei suoi discepoli, li mandò dal Signore a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettarne un altro?»  Quelli si presentarono a Gesù e gli dissero: «Giovanni il battista ci ha mandati da te a chiederti: “Sei tu colui che deve venire o ne aspetteremo un altro?”».  In quella stessa ora, Gesù guarì molti da malattie, da infermità e da spiriti maligni, e a molti ciechi restituì la vista.  Poi rispose loro: «Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunciato ai poveri. Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!».

Giovanni Battista era un profeta che non passava inosservato, vestiva in modo strano, ma non era quello a renderlo eccezionale. Dio lo aveva chiamato ad essere il Suo messaggero e il suo ministero si distingueva da tutti gli altri. Fu l’ultimo degli illustri profeti dell’Antico Testamento, era il ponte che colmava il grande divario tra l’Antico e il Nuovo Testamento. In questo preciso contesto storico, Giovanni Battista si trovava in prigione, e la sua voce sarebbe stata presto messa a tacere per sempre. Mentre Giovanni Battista era in prigione, il dubbio catturò la sua mente, alcune domande affiorarono e per questa ragione mandò i suoi discepoli da Gesù a chiedergli se fosse Lui il Messia atteso. Come mai Giovanni dubita?  Eppure, poco tempo prima aveva annunciato l’arrivo del Re. Aveva preparato la strada al Re, e lo aveva identificato come il Messia, e senza esitazione aveva detto: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (Giovanni1:29). Inoltre, aveva anche detto che Gesù è Colui “…che vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco”. . . e che separerà il grano dalle zizzanie e terrà il grano nel suo granaio, ma brucerà la pula in un fuoco inestinguibile. Giovanni, come molti altri discepoli, si aspettava che Cristo stabilisse il regno in tutta la sua gloria e potenza in quel tempo!

Altro quesito…se Gesù era veramente il Messia, perché non usava il suo potere per liberarlo dalle mani di Erode? Questi dubbi iniziarono a frullare nella mente di Giovanni, ed è per questa ragione che inviò due dei suoi discepoli a chiedere a Gesù se era veramente il Messia o se il Cristo doveva ancora venire. Può sembrare strano che Giovanni nutrisse dei dubbi riguardo alla messianicità di Gesù. Dobbiamo tuttavia ricordare che capita anche agli uomini migliori di avere degli attimi di cedimento nella fede. Il tormento fisico, la prigione e la solitudine possono causare una depressione. Purtroppo, questo accade a molti, i quali hanno aspettative su Dio e sulla loro vita, che però non combaciano con i piani che Dio ha per loro, e questo porta allo scoraggiamento! Gesù rispose alla domanda di Giovanni ricordandogli che stava compiendo i miracoli che, secondo l’annuncio dei profeti, sarebbero stati compiuti dal Messia, esattamente come Isaia aveva profetizzato (Isaia 35:5-6; 61:1) e concluse dicendo: «Beato colui che non si sarà scandalizzato di me!». Quest’espressione può essere considerata come un rimprovero: Giovanni era scandalizzato perché Gesù non aveva esercitato la propria autorità, prendendo le redini della situazione e manifestandosi secondo le attese del popolo. Oppure può essere interpretata come un’esortazione, rivolta a Giovanni, a non perdere la fede.

Luca 7:24-28 «Quando gli inviati di Giovanni se ne furono andati, Gesù cominciò a parlare di Giovanni alla folla: «Che cosa andaste a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Ma che cosa andaste a vedere? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano degli abiti sontuosi e vivono in delizie stanno nei palazzi dei re. Ma che andaste a vedere? Un profeta? Sì, vi dico, e uno più di un profeta.  Egli è colui del quale è scritto: “Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la tua via davanti a te”. Io vi dico: fra i nati di donna nessuno è più grande di Giovanni; però, il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui».

Indipendentemente da ciò che potesse dire a Giovanni in privato, Gesù non aveva altro che lodi per lui in pubblico. Quando la folla era accorsa nel deserto vicino al Giordano, cosa si aspettava di trovare? Un uomo volubile, uno smidollato, un opportunista? Nessuno avrebbe mai potuto accusare Giovanni di essere una canna agitata dal vento. Gesù citò il passaggio di Malachia 3:1 sulla venuta di Giovanni, perché la profezia parlava di Giovanni, e questo era uno dei modi in cui era più grande di tutti i profeti precedenti. Per dimostrare che Giovanni era già stato promesso nell’A.T., nella citazione, fece un interessante cambio di pronomi. In Malachia 3:1 si legge: «Ecco, io vi mando il mio messaggero, che spianerà la via davanti a me», ma Gesù lo citò così: «Ecco, io mando davanti a te il mio messaggero, che preparerà la tua via davanti a te». Il pronome me è sostituito con te.  Giovanni doveva essere il messaggero di YHWH, che altri non era che Gesù. Il cambio dei pronomi serviva a far comprendere questo! 

  • Giovanni era stabile, non tremava facilmente come una canna.

  • Giovanni era sobrio, poiché viveva una vita disciplinata, non innamorato dei lussi e delle comodità di questo mondo.

  • Giovanni era un servitore, un profeta di Dio.

  • Giovanni fu inviato come messaggero speciale del Signore.

  • Giovanni era speciale, poiché poteva essere considerato il più grande sotto l’Antica Alleanza.

Gesù continuò a encomiare Giovani affermando che fra i nati di donna nessuno si sarebbe potuto definire più grande di Giovanni. Si trattava di una superiorità di carattere, come di posizione, in quanto precursore del Messia. Altri uomini furono grandi quanto lui in quanto a zelo, onore e devozione. Ma nessun altro ebbe il privilegio di annunciare la venuta del Re e di riflettere un carattere simili a quello del Messia. Sotto questo aspetto, Giovanni era unico. Eppure, il Signore aggiunse, il più piccolo nel regno di Dio è più grande di Giovanni. Chi gode delle benedizioni del regno è più grande del precursore del Re. Questo perché visse e morì prima che l’opera di Gesù sulla croce e la tomba vuota fossero completate. Pertanto, non godette dei benefici del Nuovo Patto. Gesù ricordò anche come era stata ricevuta la predicazione di Giovanni. Il popolo e i peccatori che si professavano tali, come i pubblicani, si erano ravveduti e si erano fatti battezzare nel Giordano. Credendo al messaggio di Giovanni e agendo in conformità ad esso, costoro avevano riconosciuto la giustizia di Dio vale a dire avevano riconosciuto che era giusto che Dio esigesse il ravvedimento del popolo d’Israele prima dell’avvento del regno di Cristo.

2 - IMPLICAZIONI PRATICHE

In questo episodio possiamo vedere tutta l’umanità di un vero servo di Dio. Giovanni vede che è giunto il Messia, ma non vede il regno e nessuna di quelle profezie è ancora avvenuta. Inoltre, è in carcere e Gesù non è intervenuto. Ciò che Giovanni si aspettava di vedere – ciò che aveva atteso da tutta la vita – semplicemente non stava avvenendo. Ecco che i dubbi lo assalgono. Ma questo può accadere ad ognuno di noi, che ci aspettiamo delle cose da Dio e non vederle realizzate. A volte lavoriamo e ci affanniamo per il Signore, chiediamo determinate cose, che sono anche secondo il suo volere e in conformità con la Bibbia, ma non riceviamo nulla per come le abbiamo sperate e pensate. Anche a noi Gesù risponde come a Giovanni: “Beato è colui che non si sarà scandalizzato di me” (Matteo 11:6). Con amore, Cristo stava mostrando a Giovanni le radici del dubbio nel suo cuore. Gesù stava dicendo, in effetti: “Giovanni, ti sei scandalizzato di me. Sei preoccupato per come sto stabilendo il mio Regno. Non sto incontrando le tue aspettative, facendo le cose che speravi che io facessi. E questo ti provoca dei dubbi sulla mia persona e operato?”. Dobbiamo anche noi apprendere che i tempi e i piani di Dio, non sempre collimano con le nostre aspettative. Bisogna pazientare e lasciarlo lavorare, perché il Signore opera sempre e per il nostro bene. La risposta data ai discepoli di Giovanni è la dimostrazione che Dio opera sempre nella vita dei suoi figli. Luca 7:24 «Andate a riferire a Giovanni quello che avete visto e udito: i ciechi recuperano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, il vangelo è annunciato ai poveri.

Le promesse di Dio hanno lo scopo di edificare le nostre aspettative in Lui. Eppure, spesso non riusciamo a vedere i suoi piani per noi, e il nemico invade la nostra mente con dei dubbi sulla fedeltà di Dio. Lo scopo di Satana è semplice: privarci della fede che abbiamo nel Signore. Satana usa queste stesse bugie contro di noi oggi. Il suo obiettivo è quello di seminare in noi il seme il dubbio sulla Parola di Dio, sulle Sue promesse e sulla sua gioia in noi. Il nemico sussurra: “Dici che il tuo Padre celeste è un Dio di miracoli, dell’impossibile, che ascolta le tue richieste prima ancora che tu le chieda. Allora perché tutte queste sofferenze? Perché non hai risposta e non è ancora intervenuto? Guardati attorno. Tutti ricevono risposte alle loro preghiere. Tranne te.  Hai un lavoro, un matrimonio e una casa che non ti soddisfa. Preghi che i tuoi figli siano salvati, ma passano gli anni e non succede niente. Per anni hai predicato agli altri la fedeltà di Dio. Ma allora perché non ha funzionato con te? Perché ti ha lasciato qui nei tuoi problemi, in questa condizione orribile?”. Questi sono i dubbi che Satana vuol farci credere. Non permettere all’incredulità, al dubbio di mettere radici nel tuo cuore, Estirpa subito queste radici maligne. Tuttavia, Giacomo 1:2-4 ci spiega qualcosa di molto utile da sapere e memorizzare: «Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti».

Ti chiedo, caro amico/a: c’è qualche rimpianto nella tua vita? Quali aspettative inadempiute ti stanno stressando? Cosa ti ha scandalizzato di Cristo? Gli hai chiesto aiuto, ma non è arrivato in tempo? Ti senti imprigionato e insoddisfatto della tua vita, non è cambiato niente nonostante gli anni di preghiere? Le tue richieste sembrano essere andate ad orecchie sorde? Facciamo come Giovanni, che fece la cosa giusta nel momento della prova: portò i suoi dubbi direttamente a Gesù. E Cristo seppe immediatamente che Giovanni stava gridando aiuto. Gesù amava così tanto quest’uomo, che diede a Giovanni esattamente ciò di cui aveva bisogno. Allo stesso modo, Dio sta compiendo la sua opera in te. E finirà quell’opera perfetta nella tua vita. Filippesi 1:6 «E ho questa fiducia: che colui che ha cominciato in voi un’opera buona la condurrà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù». Il tuo compito è semplicemente quello di attendere in fede. Poi, quando avrai sopportato e passato la prova, sarai in grado di dire: “Non ho rimpianti. Lui ha soddisfatto tutte le mie aspettative!”.

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