Se ti domandassi: vuoi vivere per sempre? Sicuramente mi diresti: sì, ma come posso fare? Gesù ci ha spiegato e insegnato come avere la vita eterna, ecco come puoi: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). Solo se conosci Gesù personalmente e quello che Lui ha fatto per te, morendo sulla croce al tu posto e lo accetti come tuo Signore e Salvatore, allora hai la vita eterna. Più conosci il Signore, più lo amerai. Quest’opera si propone di aiutarti a conoscere Gesù attraverso la sua vita e il suo ministero. Luca scrisse che “Poiché molti hanno intrapreso ad esporre ordinatamente la narrazione delle cose che si sono verificate in mezzo a noi” (Luca 1:1), ma gli autori non hanno necessariamente raccontato gli eventi della vita di Nostro Signore nell’ordine rigoroso in cui si sono verificati. E questo è stato vero fin dall’inizio: Matteo, Marco e Luca non hanno rispettato la cronologia, perché ognuno di loro scrive per un pubblico specifico, pertanto hanno presentato gli eventi della vita di Gesù pensando ai lettori a cui si rivolgevano, e non seguendo l’ordine in cui si sono verificati i fatti. L’unico Evangelo che si è attenuto più strettamente alla cronologia è quello di Giovanni. Poiché i racconti evangelici sono quattro, è attraverso di essi nel loro insieme che possiamo avere un’idea di tutto ciò che Gesù ha fatto. Sommando tutti gli eventi della vita di Gesù, otteniamo circa 179 episodi. Di questo totale, Luca ne ha registrato il 66%, Matteo il 53%, Marco il 44% e Giovanni solo il 27%. L’armonia suddetta divide questi episodi in otto fasi o periodi, che sono i seguenti:
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Nascita, infanzia e giovinezza di Gesù
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Il primo ministero del Signore
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Ministero in Giudea
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Ministero in Galilea
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Ritiro temporaneo dal ministero pubblico
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Ministero in Samaria e Perea
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Settimana di Passione
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Resurrezione e Ascensione
1- INTRODUZIONE
PERCHÉ ABBIAMO QUATTRO VANGELI?
Forse ti starai chiedendo: ma perché Dio ispirò e permise la stesura di quattro narrazioni della vita e insegnamenti di Gesù Cristo? Questo perché ogni autore persegue uno scopo ben preciso e distinto dagli altri a seconda dei destinatari del messaggio, ed è per questo che vediamo alcuni autori citare o enfatizzare su alcuni aspetti del ministero di Gesù Cristo, mentre altri omettono o accennano appena.
L’evangelista Matteo detto il “pubblicano”, il cui nome significa “dono del Signore”, era conosciuto anche con il nome Levi, ed era uno dei 12 apostoli. Il suo Vangelo si rivolge a un pubblico di cristiani di origine ebraica, prima della distruzione del tempio (70 d.C.), e viene datato intorno al 50-60 d.C. Lo scopo di Matteo è quello di mostrare che Gesù è il Messia atteso, il Re, indicato come “Figlio di Davide”, e che è l’adempimento delle varie profezie messianiche che Lo vedono anche come “Figlio di Abramo”. In questo modo si vuole certificare che il Salvatore è di stirpe ebraica, cosa che si deduce anche dalla stesura della genealogia di Cristo; infatti, nel Vangelo di Matteo al cap.1, questa è discendente, ossia da Abramo fino a Gesù, seguendo la linea paterna secondo la mentalità giudaica. Mentre nel Vangelo di Luca si segue la linea materna che è ascendente, da Gesù fino ad Adamo, figlio di Dio. Marco (come Giovanni) omette la genealogia di Cristo, poiché il suo Vangelo, scritto intorno al 50 d.C. da Roma si rivolge a un pubblico di gentili, ossia cristiani romani non giudei, e questo si comprende da alcune espressioni nelle quali ci sono indicazioni temporali secondo il sistema romano (Marco 6:48 -13:35); vi sono tuttavia anche spiegazioni su alcune usanze giudaiche (7:3,4-14:12-15-42) e riferimenti dell’A.T per gli eventuali lettori di origine giudea. L’aspetto che Marco enfatizza è che Gesù Cristo è il Servo sofferente, Colui che venne non per essere servito, ma per servire e per dare la Sua vita come riscatto per molti (Marco 10:45). In questo Vangelo sono messe in rilievo le emozioni di Cristo e la limitazione che la Sua natura umane comportava; inoltre, l’evangelista vuole rafforzare la fede dei credenti di Roma, poiché il contesto storico e culturale nel quale vivevano era ostile al cristianesimo. Quello di Marco, detto anche Giovanni-Marco è il Vangelo dell’uomo più giovane, e tra i quattro è il più breve e sintetico, oltre ad essere il primo a esser stato scritto, secondo le nuove ricerche. Matteo e Luca avrebbero scritto i rispettivi Vangeli sulla base di questo, ed è per questa ragione che i tre Vangeli vengono definiti sinottici.
Altro aspetto interessante è che Marco, Matteo e Giovanni sono tutti di origine ebraica e solo Matteo e Giovanni sono testimoni oculare degli eventi della vita di Gesù Cristo; mentre Luca, che era un medico, è l’unico autore gentile (non ebreo) del Nuovo Testamento, con molta probabilità siriano della città di Antiochia. Probabilmente è proprio per questa sua professione che il suo Vangelo si concentra molto sulla guarigione dei malati e la cura degli infermi. Luca vede in Gesù la Sua bontà, pietà e compassione verso i deboli e i reietti della società, evidenziando le cure amorevoli di Dio per queste categorie di persone. Luca, che è anche uno storico, afferma che il suo intento è scrivere un resoconto dettagliato della vita di Gesù Cristo basandosi sui racconti di coloro che furono testimoni oculari (Luca 1:1-4); lo scopo è quello di dimostrare che la fede in Gesù Cristo e dei cristiani in generale poggia su solide basi, ossia su fatti storici attendibili, affidabili e su eventi verificabili e verificati. Questo Vangelo, scritto intorno al 60-61 d.C. si rivolge in particolare al mondo ellenico, e questo si deduce anche dall’uso del greco che in Luca è più sofisticato; poiché questa civiltà influenzava il pensiero e la cultura dell’epoca con i suoi filosofi. Luca fa una cronistoria ordinata e accurata della vita di Gesù, chiamandolo il “Figlio dell’uomo”.
Il Vangelo di Giovanni enfatizza di più la divinità di Cristo, e lo nomina come il “Figlio di Dio”. Già dal primo versetto Gesù viene descritto come: “la Parola (Gesù Cristo) era Dio” (Giovanni 1:1). Giovanni afferma ripetutamente la divinità di Gesù Cristo con diverse affermazioni molto forti e inequivocabili, palesando Gesù come Dio o “L’IO SONO” (YHWH di Esodo 3:13-14). Giovanni 8:58 Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima che Abrahamo fosse nato, Io sono». Giovanni 18:6 «Appena Gesù ebbe detto loro: “Io sono”, indietreggiarono e caddero in terra». Anche Giovanni parlerà dell’incarnazione di Gesù e questo per contrastare l’errore di un gruppo appartenenti a una setta gnostica, i quali non credevano nell’umanità di Cristo; ma lo scopo principale di Giovanni è quello di presentare e trasmettere l’Amore di Dio. Questo Vangelo, che è stato scritto intorno agli anni 80-90 d.C. durante l’esilio dell’apostolo a Patmos, menziona episodi rilevanti che gli altri omettono, in quanto egli è testimone oculare ed è anche il “discepolo che Gesù amava”.
Avere a disposizione quattro Evangeli indipendenti e diversificati tra loro, ci mostra molti punti di forza e insegnamenti indispensabili. Seppur gli evangelisti parlino dello stesso argomento, ognuno di loro coglie aspetti e sfumature da angolazioni differenti e importanti sia per i destinatari dell’epoca che per noi oggi, divenendo complementari. Ogni autore rammenta ciò che lo ha maggiormente colpito, e in ciascuna stesura, per altro molto accurate, emerge anche la personalità di chi scrive, e questa è la ragione del perché abbiamo narrazioni differenti dei quattro Evangeli. Un aspetto che risalta dalla lettura dei Vangeli è che tutti e quattro gli autori scrivono pochissime informazioni sull’infanzia e sull’adolescenza di Gesù, dei Suoi primi trenta anni di vita abbiamo pochissimo. Matteo, Marco e Luca si focalizzano di più sul ministero di Gesù in Galilea, mentre Giovanni in Giudea, però tutti e quattro si concentrano molto sul ministero di Cristo dopo i trent’anni e in particolare Giovanni sull’ultima settimana della Sua vita, che gli dedica ben 8 capitoli (Gv. 12-20). Tuttavia, seppur abbiamo quattro Vangeli, in realtà il Vangelo (Buona Notizia) è uno solo.
Alcuni studiosi della Parola di Dio hanno cercato di fondere in un unico testo tutti gli episodi descritti in Matteo, Marco, Giovanni, ma questo presenta delle difficoltà e alcune criticità, poiché i quattro evangelisti non sono interessati a redigere una biografia o cronologia dettagliata degli avvenimenti, ma perseguono lo scopo teologico-apologetico, ossia sono più attenti a confutare le prime eresie che iniziavano a circolare su Gesù Cristo, che non a fare una stesura cronistorica. In questo studio sulla vita di Gesù Cristo terremo conto della Tavola armonica degli Evangeli che già Taziano, uno scrittore siriano aveva compilata, mettendo insieme con accuratezza queste quattro narrazioni tra il 160 e il 175 d.C., scrivendo il Diatessaron, che è una fusione concorde della vita e del ministero di Gesù. Per concludere e non per ultimo dobbiamo anche menzionare lo Spirito Santo che è di fatto il vero redattore di questa Buona Notizia, ed è anche l’artefice della diffusione planetaria di questo Vangelo. Atti 1:8 «Ma riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme, e in tutta la Giudea e Samaria, e fino all’estremità della terra».
2- PREFAZIONE
LA BUONA NOTIZIA
Oggi ti voglio comunicare una buona notizia, che ti sorprenderà sicuramente! Questo splendido messaggio si trova nei Vangeli, i quali raccontano la vita di Gesù Cristo e quello che Lui ha fatto per te! La parola “Vangelo” deriva dal gr. Euangellion che significa letteralmente “Buona Notizia”. Ma prima di annunciarti la Buona Novella è bene conoscere un antefatto, che purtroppo è una brutta notizia. Quando Dio creò l’uomo e la donna, li creò a Sua immagine e somiglianza e li pose in un mondo perfetto: un giardino chiamato l’Eden. Seppur creati perfetti e potenzialmente immortali, si separarono da Dio a causa di un inganno, divenendo peccatori e mortali. Le conseguenza della caduta dell’uomo (peccato = separazione da Dio) nel giardino dell’Eden (Genesi 3:6) ha fatto sì che ogni parte delle nostra persona: corpo, mente, volontà, ed emozioni divenissero ostili a Dio. A causa della nuova natura che abbiamo ereditato da Adamo ed Eva, siamo tutti peccatori e ribelli, l’uomo non cerca più Dio e vive indipendentemente dalla Sua volontà, non avendo più alcun desiderio di incontrare Dio e tanto meno di vivere come Lui vuole; e questo si evince dai fatti cruenti e crudeli che vediamo ogni giorno in torno a noi. Romani 8:7 «Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo». L’uomo che era nato per essere immortale è ora mortale. Romani 5:12 «Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato». Dio aveva dichiarato che il peccato avrebbe condannato l’uomo ad un’eterna separazione da Lui e alla morte eterna. Il peccato ha fatto sì che, oltre a portare la morte, gli anni di vita sulla terra divenissero pochi e tra mille difficoltà e sofferenze varie; ma la cosa tragica è che l’uomo non è più in grado di rimediare all’errore, non ha nessuna possibilità di cambiare il suo triste destino, se Dio non avesse provveduto ad un rimedio. Romani 6:23 «Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore».
Questa sarebbe davvero una brutta notizia se non esistesse alcuna soluzione; ma come dice la seconda parte di questo versetto, Dio è venuto in soccorso all’umanità e ha provveduto una soluzione al problema peccato e alla morte eterna, il rimedio è Gesù Cristo! Il Signore ha dovuto lasciare il cielo e venire sulla terra come un comune uomo, affinché tu possa riappropriarti della vita eterna e vincere la morte. Sì, hai capito bene, tu puoi vivere nuovamente per sempre e abitare nel Regno di Dio che vedrai instaurare su questo pianeta terra (Apocalisse 21:1-8). Gesù ha provveduto alla tua salvezza, nonostante tu sia peccatore e senza speranza: Egli è morto al tuo posto, ha cancellato il tuo debito e ti ha regalato la vita eterna. Notizia migliore di questa non esiste! Che immeritato e preziosissimo regalo che hai ricevuto. Però, questo dono è solo per coloro che riconoscono in Gesù Cristo il loro Dio e Salvatore. Giovanni 1:12 «ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto Egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome». Accettando Gesù Cristo come tuo Signore e Salvatore diventi anche tu figlio di Dio. Romani 8:17 Se siamo figli, siamo anche eredi; eredi di Dio e coeredi di Cristo. L’apostolo Paolo in Romani 1:16-17 dichiara che il vero Vangelo è “la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede”; con ciò intende dire che la redenzione non si ottiene per meriti acquisiti o per sforzi umani, ma solo per la Grazia di Dio, un dono o regalo immeritato che si riceve mediante la fede (Efesini 2:8-9). Questa Buona Notizia sta percorrendo la terra in lungo e in largo, riecheggiando in ogni dove; tutti devono sapere che si possono salvare e vivere in eterno se riconoscono che Gesù Cristo è Dio, il Salvatore che ha dimorato tra gli uomini, offrendo Se stesso per la loro salvezza. Romani 1:14-18 «Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udiranno, se non c’è chi predichi? E come predicheranno, se non sono mandati? Come sta scritto: «Quanto sono belli i piedi di coloro che annunziano la pace, che annunziano buone novelle!». Ma non tutti hanno ubbidito all’evangelo, perché Isaia dice: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?». La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio. Ma io dico: Non hanno essi udito? Anzi, «La loro voce è corsa per tutta la terra, e le loro parole fino agli estremi confini del mondo»
Ora che conosci la Buona Notizia, non ti resta che sapere come vivere in essa. Gesù disse: «Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Matteo 24:13). Ma prima di perseverare in questo meraviglioso messaggio che Gesù Cristo è venuto a portare sulla terra è necessario conoscere il messaggero stesso; infatti, Gesù disse: «Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo» (Giovanni 17:3). Andiamo a vedere cosa ci narrano i Vangeli e del perché è importate conoscere Dio personalmente.
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