Giovanni 1:1-18 Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.  Egli (la Parola) era nel principio con Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta.  In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini. E la luce risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno compresa. Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Questi venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui;  egli non era la luce, ma fu mandato per rendere testimonianza della luce. Egli (la Parola) era la luce vera, che illumina ogni uomo che viene nel mondo.  Egli (la Parola) era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non lo ha conosciuto. Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto,  ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome,  i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. Giovanni testimoniò di lui e gridò, dicendo: «Questi è colui del quale dicevo: “Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me”». E noi tutti abbiamo ricevuto dalla sua pienezza grazia sopra grazia.  Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè, ma la grazia e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo. Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.

 

 

1- INTRODUZIONE AL VANGELO DI GIOVANNI

Il Vangelo di Giovanni è uno dei libri più amati della Bibbia, se non il più amato. Giovanni non si limita a raccontare i fatti della vita del Signore, ma espone anche le proprie lunghe e meditate riflessioni di apostolo che camminò e visse a stretto contatto con Gesù Cristo per tutto il tempo del Suo ministero.

Datazione: Ireneo afferma con certezza che Giovanni scrisse il suo Vangelo a Efeso. Se ciò è corretto, la prima possibile data di composizione potrebbe essere il 69 o il 70 d.C., vale a dire il periodo in cui l’apostolo visse in quella città della Lidia; poiché Giovanni non accenna alla distruzione di Gerusalemme, è possibile che questo evento non si fosse ancora verificato; pertanto, la stesura del testo andrebbe collocata in una data appena antecedente. Comunque ci sono altri che lo datano intorno agli anni 80-90 d.C. durante l’esilio dell’apostolo a Patmos.

Contesto storico: Israele a causa della sua apostasia, dopo essere stata conquistata da Assiria, Babilonia, Persia e Grecia, la terra d’Israele passò sotto il controllo di Roma dal 63 a.C. Tuttavia, questo impero consentiva ai governanti locali di amministrare alcune regioni del territorio. Su gran parte del sud, dal 37 a.C. al 4 a.C., Erode I il Grande regnò come vassallo di Roma. Dopo la sua morte, avvenuta nel 3 a.C., l’imperatore Augusto divise la regione tra i suoi successori: Erode Archelao fu nominato etnarca di Giudea e Samaria (Matteo 2:22); Erode Antipa fu nominato tetrarca di Galilea e Perea; ed Erode Filippo fu nominato tetrarca dell’Iturea e della regione della Traconitide e Lisania tetrarca dell’Abilene (Luca 3:1). Nel 6 d.C., Archelao fu deposto e da allora in poi la Giudea fu governata da successivi procuratori romani, con sede a Cesarea.

Iniziamo dal prologo del vangelo di  Giovanni, di cui i primi versetti sono la Genesi del Nuovo Testamento. Questo Vangelo inizia dicendo: “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio.  Egli (la Parola) era nel principio con Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta. In lui era la vita, e la vita era la luce degli uomini (Giovanni 1:1-4)

Giovanni inizia il suo Vangelo parlando della Parola, ma non spiega subito chi o cosa sia. Ma come si evince dal testo, Giovanni non sta parlando del linguaggio, bensì di una Persona. Questa Persona è il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Dio si è pienamente manifestato all’umanità nella Persona del Signore Gesù. Venendo sulla terra, Cristo ci ha perfettamente rivelato la natura e carattere di Dio. Morendo per noi sulla croce, ci ha comunicato quanto Dio ci ama. La Parola non ebbe un inizio, ma esiste dall’eternità, poiché Gesù è sempre esistito. Non fu mai creato né ebbe mai un inizio, poiché la Parola era ed è Dio.  La Bibbia insegna che c’è un Dio e che ci sono tre Persone nella Deità, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, ecco perché la Parola ha una personalità separata e distinta dal Padre e dallo Spirito Santo, e tutte e tre le Persone sono YHWH. In questo versetto sono menzionate due Persone della Deità: Dio Padre e Dio Figlio. Già fin dall’inizio del Vangelo di Giovanni troviamo la prima di molte chiare enunciazioni che Gesù Cristo è Dio. Non è corretto o attendibile dire che Gesù Cristo è “un dio”, che è simile a Dio o che è divino. La Bibbia insegna che egli è Dio e come vedremo nello stesso vangelo, Gesù dichiara di essere l’Io sono o Yhwh.

Inoltre, se Gesù Cristo fosse stato creato non potrebbe essere il Creatore, come Egli è. Gesù è il Creatore dell’umanità, degli animali, della terra, dei corpi celesti, degli angeli, di ogni cosa, visibile o invisibile che sia. Infatti senza di lei [Cristo, la Parola] neppure una delle cose fatte è stata fatta. Non vi sono eccezioni: tutto ciò che è stato fatto, l’ha fatto la Parola: Cristo. In qualità di Creatore egli è, naturalmente, superiore a qualsiasi cosa egli abbia creato. Tutte e tre le Persone della Deità furono coinvolte nell’opera della creazione: “Nel principio DIO creò i cieli e la terra.  La terra era informe e vuota e le tenebre coprivano la faccia dell’abisso; e lo Spirito di DIO aleggiava sulla superficie delle acque (Genesi 1:1-2).

Colossesi 1:16 poiché in lui ( Gesù Cristo) sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

I versetti che seguono dichiarano che la luce venne nel mondo quando “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi, nella gloria del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità” (Giovanni 1:14). In lei era la vita. Ciò non significa semplicemente che Cristo possedeva la vita, ma che era, ed è, la fonte della vita. …la vita era la luce degli uomini. La stessa Persona che ci diede la vita è altresì la luce degli uomini. Egli è guida e indirizzo per l’uomo. Una cosa è esistere, tutt’altra cosa è sapere come vivere, conoscere il vero scopo della vita e la strada che porta al cielo. Colui che ci ha dato vita ci dà altresì la luce per illuminare il sentiero che percorriamo. Egli…la Parola è diventata carne con la nascita di Gesù, a Betlemme. Egli era sempre esistito come Figlio di Dio con il Padre in cielo, ma poi scelse di venire nel mondo in un corpo umano. …ha abitato per un tempo fra di noi. Non si trattò unicamente di una breve apparizione, che potesse dare adito a incomprensioni o fraintendimenti. Dio venne realmente sulla terra per vivere qui, come uomo fra gli uomini. E noi abbiamo contemplato la sua gloria. Nella Bibbia il termine “gloria” fa spesso riferimento alla luce splendente e abbagliante che si vedeva ogni qualvolta Dio si presentava in terra, ma indica altresì la perfezione e il carattere di Dio stesso. Quando era sulla Terra, il Signore Gesù velò la propria gloria con un corpo di carne.  Nonostante la carne era un essere perfetto. Non vi fu mai in Lui nessun difetto o peccato alcuno. Poi abbiamo anche la manifestazione visibile della sua gloria che occorse sul monte della trasfigurazione (vd. Mt 17:1-2). A quell’evento erano presenti Pietro, Giacomo e Giovanni, i quali videro il volto di Gesù risplendere come il sole e i suoi abiti sfolgorare come la luce. I tre discepoli assistettero a un’anticipazione dello splendore del Signore Gesù quando ritornerà per regnare eternamente. Quando Giovanni afferma: noi abbiamo contemplato la sua gloria, senza dubbio intende principalmente la gloria morale del Signore Gesù. Egli e gli altri discepoli contemplarono la meravigliosa perfezione di una vita vissuta in modo assolutamente esemplare. Gesù è il Salvatore era pieno di grazia e di verità. Gesù stesso affermò di essere la verità fatta persona e il solo mezzo o tramite per la salvezza degli uomini

Giovanni 14:6 Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

E questa solenne introduzione si completa con “Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che lo ha fatto conoscere.” (Giovanni 1:18). Dio è Spirito e, quindi, è invisibile perché incorporeo. Anche se apparve agli uomini dell’A.T. nella forma visibile di un angelo o di un uomo, queste apparizioni non lasciavano trapelare agli uomini la sua vera natura. Esse erano soltanto forme temporanee tramite le quali aveva scelto di parlare al suo popolo. Il Signore Gesù è l’unigenito Figlio di Dio; non c’è altro figlio come Lui. Egli occupa sempre un posto speciale al fianco di Dio Padre. Anche quando era sulla terra, Gesù era sempre nel seno del Padre. Era uno con il Padre e uguale a Dio. La sua persona benedetta ha pienamente rivelato agli uomini la natura di Dio. Quando gli uomini videro Gesù, videro Dio. Essi udirono Dio parlare e sperimentarono l’amore e la tenerezza di Dio. Cristo ha fatto conoscere appieno i pensieri e i sentimenti di Dio nei confronti dell’umanità. In questo modo sublime, Giovanni scrisse il prologo del suo libro. Poi racconta le gesta di Gesù, così come le visse come testimone oculare. Aveva conosciuto Gesù da giovane ed era stato tra i primi a seguirlo, fino alla sua ascesa al cielo. In seguito, si prese cura di sua madre e continuò il suo ministero fino a quando fu l’ultimo degli apostoli ancora in vita. E mentre la storia si avvicinava alla fine, completò la narrazione, colmando alcune lacune lasciate dagli altri tre autori. Il discepolo amato ci ha così lasciato uno dei libri più amati e più letti.

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