1- ANNUNCIO DELL'ANGELO GABRIELE
Alla fine del 6 a.C., la Giudea era governata da Erode, un vassallo reale di Roma. I servizi del Tempio di Gerusalemme si svolgevano regolarmente e senza problemi, tramite un buon numero di sacerdoti che officiavano secondo un programma prestabilito. Pertanto, il racconto del prologo di Luca si concentra sul sacerdote Zaccaria e sua moglie, ma sopratutto e su quanto di straordinario andranno a vivere. Ambedue erano giusti e irreprensibili davanti a Dio, e osservavano tutti i comandamenti e le prescrizioni del Signore. La coppia non aveva figli perché Elisabetta era sterile ed entrambi erano avanti negli anni, come ci riporta Luca 1.
Luca 1:5-7 «Ai giorni di Erode, re della Giudea, vi era un certo sacerdote di nome Zaccaria, della classe di Abia; sua moglie era discendente da Aaronne e si chiamava Elisabetta. Erano entrambi giusti agli occhi di Dio, camminando irreprensibili in tutti i comandamenti e le leggi del Signore. Ma non avevano figli, perché Elisabetta era sterile, ed entrambi erano già avanzati in età».
La coppia non sapeva che erano stati scelti per vivere un miracolo. Zaccaria è un sacerdote appartenente al turno di Abìa, uno dei ventiquattro turni organizzati da Davide per il sacerdozio giudaico (1 Cronache. 24:10), il quale officiava all’interno del Tempio. Il momento solenne di offrire l’incenso nel luogo santo poteva capitare una sola volta nella vita di un sacerdote, o non capitava affatto; il profumo che egli offriva simboleggiava le preghiere di tutta la nazione giudaica. Zaccaria ha il privilegio di poterlo fare, e mentre offriva il profumo nel luogo santo, avviene qualcosa di sorprendente: appare un messaggero di Dio vicino all’altare dell’incenso, il quale gli conferma che la sua preghiera è stata esaudita. Zaccaria è molto spaventato, però l’angelo lo tranquillizza dicendogli:
«Non temere, Zaccaria, perché la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti partorirà un figlio, al quale porrai nome Giovanni. Ed egli sarà per te motivo di gioia e di allegrezza, e molti si rallegreranno per la sua nascita. Perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà né vino né bevande inebrianti e sarà ripieno di Spirito Santo fin dal grembo di sua madre» (Luca 1:13-15).
Il figlio che sarebbe venuto al mondo doveva assolvere un compito molto importante che era: «Ed andrà davanti a lui nello spirito e potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti, per preparare al Signore un popolo ben disposto» (Luca 1:17). L’angelo ribadisce che sarebbe stato il precursore del Signore. Zaccaria è titubante e non riesce a credere a questo messaggio perché sia lui che Elisabetta sono ormai vecchi. Per questo motivo Gabriele gli dice: «Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole che si adempiranno a loro tempo» (Luca 1:20).
Nel frattempo quelli che erano fuori dal tempio si domandano come mai Zaccaria si trattenga così a lungo all’interno. Quando finalmente esce, Zaccaria non è in grado di parlare; può solo comunicare a gesti. Allora capiscono che nel tempio è successo qualcosa di soprannaturale. Terminato il servizio al tempio, Zaccaria ritorna a casa. Al termine del suo servizio, tornò a casa, che, secondo la tradizione era a Hebron, una delle città più popolose dell’antico Medio Oriente. Situata 30 chilometri a sud di Gerusalemme e incastonata sulle colline della Giudea, a 930 metri sul livello del mare. Non passa molto tempo, ed Elisabetta rimane incinta! In attesa della nascita del bambino, rimane a casa per cinque mesi, lontana da altre persone. Luca 24-25 «Ora, dopo quei giorni, sua moglie Elisabetta concepì; e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco cosa mi ha fatto il Signore nei giorni, in cui ha volto il suo sguardo su di me per rimuovere la mia vergogna tra gli uomini». In seguito Gabriele appare di nuovo, questa volta è una giovane donna non sposata di nome Maria di Nazareth, alla quale annuncia la nascita del Salvatore, come vedremo nel prossimo racconto.
1- IMPICAZIONI PRATICHE
Quale insegnamento possiamo trarre da quest’episodio? Che l’incredulità è sempre negativa. Non facciamo come Tommaso che non ha creduto che Gesù era risorto. Giovanni 20:27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani; stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». La mancanza di fede o fiducia in Dio può essere molto pericolosa, perché ci porta ad agire di testa nostra, senza l’aiuto o l’approvazione di Dio, ed è come fare un salto nel vuoto senza paracadute. Zaccaria era un sacerdote di Dio, lo serviva regolarmente eppure ha vacillato nella fede. Purtroppo può accadere a chiunque di titubare o di perdere la fede, anche i ministri di culto possono vacillare e cadere, nonostante i molti anni di ministero. Ecco perché la Bibbia ci consiglia di tenere gli occhi sempre su Gesù e non sugli uomini.
Ebrei 12:2 tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede
Che cosa significa per un cristiano avere fede o fiducia? La migliore definizione di questo termine l’ha coniata l’autore dell’epistola agli Ebrei che all’argomento dedica un intero capitolo: «Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di realtà che non si vedono» (Ebrei 11:1). È molto semplice: avere fede significa innanzitutto andare a Cristo riconoscendo che Egli è Dio, affidandogli la nostra vita, sapendo che Lui ci guiderà e provvederà per ogni nostro bisogno e necessità. La fede non è un super potere ma certezza assoluta che il Signore ci ama ed è presente nella nostra vita e che interverrà sempre e comunque al momento opportuno, se ovviamente gli permettiamo di operare nella nostra vita. Chi instaura una relazione intima con Dio, non mancherà mai di nulla!
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