1- ANNUNCIO DELLA NASCITA DI GESÚ CRISTO
Ora ci spostiamo a Nazareth, un villaggio 120 km a nord di Gerusalemme. Dove incontriamo un falegname di nome Giuseppe, il quale era rimasto vedovo e con figli da crescere, i cui nomi sono: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda e delle sorelle, sebbene i loro nomi siano sconosciuti (vedi Matteo 13:55-56). Essere solo a crescere i figli e a provvedere alle sue necessità quotidiane era un bel peso per lui, quindi non sorprende che stesse pensando alla necessità di una nuova moglie, e quella che scelse fu Maria. Il fidanzamento consuetudinario fu celebrato e, come era giusto, ognuno rimase a casa in attesa della cerimonia che li avrebbe uniti. Il fidanzamento a quel tempo era un legame indissolubile, tanto che poteva essere sciolto solo con un decreto legale simile al divorzio, e per tutta la sua durata non si potevano avere rapporti sessuali. Ma prima che arrivasse quel momento delle nozze, accadde l’inaspettato. L’angelo Gabriele riappare, sei mesi dopo il precedente episodio con Zaccaria. Questa volta si mostra ad una giovane di nome Maria che viveva a Nazareth, una città situata in Galilea a nord di Gerusalemme.
Luca 1:28-30 «L’angelo, entrato da lei, disse: “Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te”. Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio».
L’angelo si rivolge a Maria definendola favorita dalla grazia, ossia colei alla quale il Signore concedeva il privilegio della Sua grazia. Da notare che l’angelo Gabriele non dice che lei era “piena di grazia”, bensì che era stata favorita dalla grazia. Inoltre l’angelo non adorò né venerò Maria e nemmeno la fanciulla fece altrettanto con l’angelo, poiché entrambi erano a conoscenza che le creature non possono ricevere venerazione o adorazione, e meno che mai preghiere.
Luca 1: 31-33 «Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell’Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine».
Maria fu turbata dal saluto dell’angelo, chiedendosi cosa significasse, ma egli la rassicurò e le comunicò che Dio l’aveva scelta per essere la madre del Messia, poi pronunciò lo stesso discorso che aveva fatto a Zaccaria: “Non temere… ecco tu … concepirai un figlio” e disse anche come si sarebbe dovuto chiamare il bambino, come per il caso di Giovanni.
Notiamo alcune importanti verità racchiuse nell’annuncio dell’angelo riguardo al Messia:
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La reale umanità del Messia: nato da donna;
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La sua deità in quanto Salvatore e Redentore. Il nome Gesù significa: “YHWH è il Salvatore;
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La Sua grandezza: Egli fu grande, sia come persona che nel Suo operato;
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La Sua identità: sarà chiamato Figlio dell’Altissimo;
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Il Suo titolo al trono di Davide: il Signore Dio gli darà il trono di Davide, Suo padre e questo fa di Lui il Messia. L’espressione: “Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine”, allude alla Sua seconda venuta, come Re dei re e Signore dei signori, per regnare eternamente su tutto e tutti.
Maria a differenza di Zaccaria non dubita del messaggio ricevuto, è solo interessata a sapere come questo sarebbe potuto accadere, visto che lei dice espressamente di essere vergine: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?». Il termine “conoscere” nella Bibbia è sinonimo di avere un rapporto sessuale, come si evince anche in Genesi 4:1,25 e Matteo 1:24,25: «E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; ma egli non la conobbe, finché essa non ebbe partorito il suo figlio primogenito, al quale pose nome Gesù». Giuseppe non ebbe rapporti sessuali con Maria fino alla nascita di Gesù. L’angelo le rispose che quest’evento sarebbe occorso per intervento soprannaturale dello Spirito Santo; per tanto Colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. Il figlio di Maria sarebbe stato Dio manifestato in carne e questo è il sublime annuncio dell’incarnazione. L’angelo le rivelò inoltre che Elisabetta sua parente, era già al sesto mese di gravidanza: proprio lei, che era sterile! Questo racconto avrebbe rassicurato Maria riguardo al fatto che nessuna parola pronunciata da Dio sarebbe rimasta inefficace. Isaia 55:11 «così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata». Maria accettò molto volentieri il compito che Dio le aveva assegnato: mettere al mondo il Salvatore; ella si sottomise completamente alla volontà di Dio dicendo: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola» (Luca 1:38). E questo ci insegna qualcosa di molto importante riguardo alla fede in azione. Dopo questo accadde un miracolo: senza che nessun uomo la toccasse, la giovane Maria rimase incinta. Come avrebbe affrontato la situazione ora? Cosa avrebbe detto a Giuseppe? Cosa avrebbero detto coloro che avrebbero visto il suo ventre crescere, anche se non era ancora sposata? Era senza dubbio un grosso problema, ma Dio non ci lascia soli nelle nostre difficoltà. Se il Signore ci chiede qualcosa, sicuramente ci aiuterà a realizzarla. È quello che è successo a questa devota ragazza ebrea, e lo stesso può accadere anche a te oggi.
2 - IMPICAZIONI PRATICHE
Il nostro è un Dio che invita, che ci rende partecipe dei suoi piani e progetti, senza forzare mai nessuno, non s’impone mai, ma invita calorosamente e con amore a prendere parte alla Sua opera. Anche oggi il Signore chiama le persone a seguirlo, come ha fatto anche in passato, vediamo alcuni testi.
Marco 2:14 Nel passare vide Levi figlio di Alfeo, che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, alzatosi, lo seguì.
Giovanni 1:43 Il giorno seguente, Gesù desiderava partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi».
Nel Nuovo Testamento, quando Gesù invitò Filippo a seguirlo, questi rispose subito alla chiamata e invitò immediatamente il suo amico Natanaele a incontrare il Salvatore. Quando Natanaele scoprì che Gesù veniva da Nazareth, esclamò: “Può forse venir qualcosa di buono da Nazareth?”. Invece di discutere, Filippo semplicemente gli disse: “Vieni a vedere” (Giovanni 1:45, 46). Forse uno degli inviti più intensi della Bibbia si trova in Apocalisse: “Lo Spirito e la sposa dicono: ‘Vieni!’ E chi ode dica: ‘Vieni!’ Chi ha sete venga; chi vuole, prenda in dono dell’acqua della vita” (Apocalisse 22:17).
Notate, si tratta di un doppio invito: prima Dio chiama chiunque desideri venire a “prendere gratuitamente l’acqua della vita”. La seconda parte dell’invito è rivolta a coloro che hanno ascoltato la voce di Dio, incoraggiandoli a invitare altri ad andare da Cristo. Nella Bibbia ci sono molti esempi di come Dio agisca attraverso le persone per attirare altri a sé. Nell’Antico Testamento, il salmista dichiara: “Venite, adoriamo e inchiniamoci, inginocchiamoci davanti al Signore che ci ha fatti. Egli è il nostro Dio, e noi siamo il popolo del suo pascolo, il gregge che Egli conduce” (Salmo 95:6, 7). Dio ha in serbo grandi benedizioni per quanti rispondono in modo affermativo alla Sua chiamata. Sono decine di migliaia i credenti in tutto il mondo che rispondono alla chiamata di Dio, desiderosi di collaborare con Lui. Dio desidera che ognuno di noi sia uno strumento nelle Sue mani per raggiungere altre persona con il Suo meraviglio messaggio di salvezza e verità, e sebbene desideri affidare questo compito al suo popolo, a volte usa mezzi davvero inaspettati per realizzare i suoi propositi. Gesù sta per tornare! Impegniamoci tutti a diffondere il messaggio del vangelo. Diventa anche tu un fedele collaboratore! Impara ad ascoltare la Sua voce e metti subito in pratica quello che ti verrà detto di fare.
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