1- GESÙ CERESCE A NAZARETH

Luca 2: 39,40 «Com’ebbero adempiuto tutte le prescrizioni della legge del Signore, tornarono in Galilea, a Nazareth, loro città. E il bambino cresceva e si fortificava; era pieno di sapienza e la grazia di Dio era su di lui… 52 E Gesù cresceva in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini».

Giuseppe e Maria si stabilirono a Nazareth, una località a nord di Gerusalemme nella parte collinare della Galilea. Questa città era piccola, poco rilevante e malfamata, ed è qui dove Gesù trascorse la sua infanzia. Il Signore aveva all’incirca due anni quando raggiunse questo luogo, e come tutti i bambini è passato per degli stadi di crescita e sviluppo fisico nei quali ha dovuto imparare a camminare, parlare, giocare e svolgere svariati compiti. Gesù non fece eccezione e come tutti cresceva in altezza, peso e in buona salute. Il brano di Luca sottolinea per ben due volte lo sviluppo e la crescita del Signore in statura, sapienza, grazia. Gesù era pieno di sapienza, imparò a leggere e scrivere, accrescendo il suo sapere secondo la cultura dell’epoca; però la Sua sapienza non era solo terrena, Egli possedeva una conoscenza e un sapere che discendevano dall’alto. Gesù conosceva la Scrittura molto bene, oltre al fatto che trascorreva parecchio tempo in preghiera e si rallegrava nel fare la volontà di Suo Padre. Gesù era costantemente in comunione con Dio e camminava in terra in ubbidienza allo Spirito Santo che era in Lui.

I fratelli e le sorelle di Gesù

Matteo 13:55,56 «Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte tra di noi? Da dove gli vengono tutte queste cose?».

Marco 6:3 «Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e di Iose, di Giuda e di Simone? Le sue sorelle non stanno qui da noi?» E si scandalizzavano a causa di lui».

Gesù a Nazareth non era solo, godeva della compagnia di fratelli e sorelle, e sono molti i brani della Scrittura che menzionano questo: Matteo 12:46, Luca 8:19, Marco 3:31 e altri ancora; i quali ci dicono che Maria e i suoi fratelli si recavano sovente nei luoghi dove Gesù andava. Il testo sacro specifica anche i nomi dei quattro fratelli del Signore: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda (Matteo 13:55) però delle sorelle non ci viene detto nulla, né quante fossero, né i nomi (Matteo13:56). In un passaggio del vangelo di Giovanni 7:1-10, vediamo che i fratelli di Gesù lo invitano a palesarsi, poiché neanche loro lo riconoscevano come il Messia. In Atti 1:14 vengono descritti i suoi fratelli e sua madre che pregano con i discepoli; mentre in Galati 1:19 viene menzionato Giacomo come il fratello di Gesù. La conclusione più logica e naturale leggendo questi brani è che Gesù avesse fratellastri e sorellastre; però questa conclusione non trova pareri unanimi, perché vi sono alcuni che sostengono che i fratelli e le sorelle di Gesù non erano figli di Maria, ma figli di un precedente matrimonio di Giuseppe. Inoltre è probabile che fosse un uomo attempato, infatti, dopo questo episodio non viene più menzionato, forse perché è morto; quindi, secondo questa ipotesi, Gesù fu il solo figlio di Maria. Coloro che sostengono questa versione citano come prova il dialogo tra Gesù, Maria e Giovanni alla croce, nel quale Gesù affida sua madre al discepolo. Giovanni 19: 26,27 «Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: “Donna, ecco tuo figlio!”  Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!” E da quel momento, il discepolo la prese in casa sua». A quel tempo i figli dovevano provvedere al sostentamento e alle cure di un genitore quando questi diventava anziano e, siccome Maria era vedova e senza altri figli naturali, sarebbe rimasta sola e senza sostegno economico, per questa ragione Gesù avrebbe affidato sua madre alle cure di Giovanni.

Inoltre, resterebbe anche un altro quesito irrisolto: se Giuseppe avesse avuto almeno sei figli prima di sposare Maria, perché non vengono menzionati quando Giuseppe e Maria fanno il loro viaggio verso Betlemme (Luca 2:4-7), durante la fuga in Egitto (Matteo 2:13-15) o nel loro viaggio di ritorno a Nazareth (Matteo 2:20-23)? Giuseppe avrebbe lasciato i suoi figli alle cure di altre persone per tutto quel tempo? Quesiti che non trovano una risposta, ma quello che è certo e che Gesù è i suoi fratelli hanno vissuto per lungo tempo insieme, e quando vengono menzionati, Maria è quasi sempre presente in questo nucleo familiare. Ma, oltre a questi parenti stretti, ce ne sono altri e come abbiamo già visto, in Giudea viveva Elisabetta e Zaccaria con il figlio Giovanni; mentre in Galilea viveva Salomé, probabilmente sorella di Maria e di conseguenza zia di Gesù, e suo marito Zebedeo con i loro due figli: Giacomo e Giovanni, che diventeranno poi due dei suoi apostoli. Maria di Cleofa che è la sposa di Cleofa (o Alfeo), e madre di Giacomo il minore e Giuseppe (Matteo 27: 56; Marco 15: 40; Luca 24: 10); essa è presente al Calvario, durante la sepoltura e alla risurrezione, e secondo alcuni è anch’essa sorella di Maria, ma è poco probabile per via dello stesso nome, mentre è più plausibile che fosse la sorella di Giuseppe, e quindi la cognata di Maria. Altro particolare che la Scrittura sottolinea e che Gesù viene nominato come il figlio del falegname (Matteo 13:55), e questo perché il Salvatore del mondo, prima che iniziasse il Suo ministero itinerante, ha trascorso del tempo in bottega con Giuseppe, dal quale ha imparato il mestiere e per questa ragione Gesù viene apostrofato come il “falegname” (Marco 6:3).

2 - IMPICAZIONI PRATICHE

Cosa possiamo apprendere da questo racconto sull’infanzia e di Gesù?

Che anche noi dobbiamo crescere e raggiungere la stessa statura di Cristo. Efesini 4:13 «finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo». La crescita spirituale consiste nel diventare uomini e donne “perfetti”, secondo quella perfezione che è conforme alla misura o livello della statura di Cristo. In altre parole, la vera crescita o maturità cristiana consiste nel divenire simili a Gesù. Così come nella vita fisica si hanno varie tappe per diventare grandi, passando per delle fasi: neonati, bambini, adolescenti e infine adulti, allo stesso modo si cresce spiritualmente. Quando l’apostolo Paolo scrive ai Corinzi, li redarguisce perché è rimasto stupito e amareggiato nel vedere una chiesa che non stava crescendo spiritualmente, infatti erano rimasti dei “bambini in Cristo”, che vuol dire: cristiani immaturi, privi della potenza dello Spirito Santo e di conoscenza biblica. 1Corinzi 3:1 «Or io, fratelli, non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma vi ho parlato come a dei carnali, come a bambini in Cristo».

Una persona che conosce l’Evangelo e si battezza è come un bimbo appena nato, ma è da questo momento che inizia la sua crescita spirituale per assomiglia sempre di più a Gesù Cristo. Visto che la maturità è essere simili a Cristo, questo comporta un “alimentarsi” in modo adeguato per una buona crescita spiritualmente. Ma qual è l’alimentazione giusta? La Bibbia è lì per questo scopo! Dobbiamo nutrirci della Parola di Dio diariamente. Anche se, è doveroso fare una precisazione: ci sono persone che conoscono molto bene la Bibbia, ma non assomigliano a Gesù Cristo per nulla a causa di peccati presenti nella loro vita che non intendono abbandonare. Pur leggendo la Bibbia non si lasciano toccare e trasformare dallo Spirito Santo, quindi, persistono nell’avere cattive abitudini, comportamenti sbagliati e un pessimo carattere. Per quanto puoi conoscere la Bibbia, se non assomigli a Cristo, non sei maturo e a nulla ti serve quel tipo di conoscenza. Inoltre, la maturità non è legata nemmeno a quanto tempo impieghi a servire il Signore o nell’avere molti incarichi in chiesa, né dipende dai risultati ottenuti. Una persona può anche essere molto impegnata nel servire il Signore, ma se lo fa con le motivazioni sbagliate è un credente immaturo. Gesù in Matteo 7, menziona persone che avevano apparentemente fatto grandi opere per Lui e in Suo nome, ma non erano mature e neppure salvate. Matteo 7:23 «E allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità”».

Primo consiglio: leggere e meditare la Bibbia ogni giorno.

Salmo 1:2 «ma il cui diletto è nella legge del Signore, e su quella legge medita giorno e notte».

Romani 10:17 «La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio».

La fede e la conoscenza che abbiamo di Dio cresce in funzione di “pasti” regolari della Parola di Dio. Tanto più mi alimento (anche più volte al giorno), maggiore sarà il mio sviluppo e il mio vigore spirituale. Con la lettura della Bibbia non deve mancare mai la preghiera, che è fondamentale per ascoltare la voce di Dio e le Sue direttive per metterle in pratica.

Secondo consiglio: frequentare Cristo.

2 Corinzi 3:18 «E noi tutti, contemplando a faccia scoperta come in uno specchio la gloria del Signore, siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore».

Contemplare Cristo significa leggere e meditare sulla Sua persona, che poi e quello che stiamo facendo con questa serie di studi, dove analizziamo brevi episodi della Sua vita e sui quali meditiamo per applicarli alla nostra vita. Quando leggiamo un brano del Vangelo, dobbiamo immedesimarci in quella scena e nei personaggi che troviamo nel racconto, a volte possiamo essere i ciechi, i sordi, i paralitici, gl’indemoniati o i morti che hanno bisogno del tocco di Gesù per essere risorti, guariti e liberati dalle malattie fisiche o spirituali. Chiediamoci sempre: Cosa mi sta dicendo Dio con il brano che sto leggendo? Quali consigli e promesse ci sono per la mia vita? Come posso applicare le cose che ho comprese nella mia vita? Quando leggiamo le parole che Gesù pronuncia, soffermiamoci e valutiamo il Suo modo di esprimersi, il Suo comportamento, le Sue azioni e il Suo carattere; quindi, chiediamoci se siamo come Lui, e se la risposta è negativa, allora dobbiamo apportare dei cambiamenti nella nostra vita. Questa trasformazione però non è opera nostra, non può avvenire con la sola forza della nostra volontà, essa avviene per opera dello Spirito Santo che viene a dimorare in noi. Sarà Lui a convincerci di peccato e di trasformazione, che avverrà in funzione dello spazio che gli permettiamo di avere nella nostra esistenza, in accordo alla nostra volontà di voler cambiare stile di vita. Quando invece sarà Dio a contemplare la Sua opera in noi, allora saremo santi e irreprensibili, cristiani adulti e ripieni d’amore per Lui e per il prossimo. Assomigliare sempre di più a Cristo vuol dire camminare in santità, pensare ed agire come Lui, avere il Suo carattere e il Suo amore. Questa è la misura della statura perfetta Cristo e questo è il traguardo di ogni vero credente!

Galati 2:20 «Sono stato crocifisso con Cristo: non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me! La vita che vivo ora nella carne, la vivo nella fede nel Figlio di Dio il quale mi ha amato e ha dato se stesso per me».

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