Anche se non è facile comprendere il perché Dio decide di scendere sulla terra, prendendo un corpo umano, è comunque importante saperlo e poi non è poi così difficile da comprendere. Cerchiamo di spiegare questo nel modo più semplice possibile.
1- IL PIANO DELLA SALVEZZA
In molte culture antiche esiste l’idea che delle divinità o spiriti potessero manifestarsi e comunicare con gli uomini. Se guardiamo alla mitologia greca o romana, l’idea che gli dèi scendessero sulla terra per stare tra la gente era comune in molte storie, ma tutto questo resta solo mitologia. Il cristianesimo si differenzia da tutti questi culti pagani perché è Dio stesso, il Creatore, che diviene realmente un uomo e abita con gli uomini sulla terra per un breve periodo. Questo avvenimento è definito come “l’incarnazione”, che significa letteralmente che la divinità che si riveste di carne e prende la nostra umanità. Ma perché è importante capirlo? Perché Dio stesso doveva diventare come una delle sue creature?
Filippesi 2:5-8 «Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato anche in Cristo Gesù, il quale, pur essendo in forma di Dio, non considerò l’essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma svuotò Sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò Sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce».
Ebrei 2:14-17 «Poiché dunque i figli hanno in comune sangue e carne, egli pure vi ha similmente partecipato, per distruggere, con la sua morte, colui che aveva il potere sulla morte, cioè il diavolo, e liberare tutti quelli che dal timore della morte erano tenuti schiavi per tutta la loro vita. Infatti, egli non viene in aiuto ad angeli, ma viene in aiuto alla discendenza di Abramo. Perciò egli doveva diventare simile ai suoi fratelli in ogni cosa, per essere un misericordioso e fedele sommo sacerdote nelle cose che riguardano Dio, per compiere l’espiazione dei peccati del popolo».
In Ebrei 2 verso 14 possiamo vedere la ragione per cui si è fatto uomo: per distrugge la morte! Ma per capire questo dobbiamo andare indietro nel tempo, fino alla creazione e vedere come la morte è entrata nel mondo. Il Dio che è diventato uomo non è altro che parte del piano originale di Dio. 1Pietro 1: 18-20 «sapendo che non con cose corruttibili, con argento o con oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma con il prezioso sangue di Cristo, come quello di un agnello senza difetto né macchia. Già designato prima della fondazione del mondo, egli è stato manifestato negli ultimi tempi per voi». Il Signore aveva prestabilito un piano di salvezza, qualora l’uomo peccasse, come poi avvenne. Basandoci su ciò che leggiamo nella Bibbia, Gesù è diventato uomo perché questo era il piano fin dall’inizio, ancor prima che Dio creasse il mondo. Dal momento in cui Adamo ed Eva scelsero la loro strada e peccarono, Dio disse loro che avrebbe mandato un Salvatore per rimettere tutto a posto. Dio pronunciò la prima profezia messianica, riguardante Gesù proprio là, nel giardino dell’Eden.
Genesi 3:15 «Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno».
Questo versetto è inserito in un dialogo occorso tra Dio e Adamo ed Eva, nel quale viene pronunciata una sentenza contro il “serpente”. Quindi, per comprendere l’identità del serpente dobbiamo esaminare altri versetti dove viene utilizzata la stessa parola.
Chi è il “serpente”?
Apocalisse 12: 9 «Così il gran dragone, il serpente antico, che è chiamato diavolo e Satana, che seduce tutto il mondo, fu gettato sulla terra; con lui furono gettati anche i suoi angeli». Da questo testo si evince chiaramente che il “serpente” è Satana.
Com’è che Satana è riuscito ad ingannare Adamo ed Eva?
Seppur Adamo ed Eva furono creati perfetti e a immagine di Dio, e posti in un ambiente altrettanto perfetto, diventarono trasgressori. La domanda che sorge spontanea è: ma se Dio ha creato un mondo molto buono e perfetto, come mai il peccato si è originato e ha contaminato anche l’uomo? Come è avvenuta questa trasformazione? Questo è avvenuto molto prima della creazione del nostro mondo, quando Satana perse la sua posizione elevata ed è stato scagliato e confinato sulla terra. Da quel momento Satana ha sempre cercato di tentare l’umanità affinché si ribellasse a Dio e potessero unirsi alle forze del male, per andare contro il governo di Dio. Ma, come fare per indurre Adamo ed Eva a ribellarsi? Satana decide di coglierli di sorpresa, e come Eva si avvicina all’albero della conoscenza del bene e del male, del quale gli era stato detto di non mangiarne i frutti, capisce che quello era il momento giusto per tentarla. Satana, nelle sembianze di un serpente, la interroga circa la proibizione divina di mangiarne i frutti. Quando Eva afferma che Dio ha detto che mangiandone sarebbero morti. Genesi 3:2-3 La donna rispose al serpente: «Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete”». Satana sfida la proibizione divina, dicendo: «No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio» (Genesi 3:4,5). Satana sta manipolando la Parola di Dio e istilla nella mente di Eva il dubbio, che poi è la sua arma preferita. Eva inizia a pensare che Dio le impedisca di essere come Lui e immediatamente si radica il dubbio sulla Parola di Dio e su Dio stesso. La tentazione inizia a scombussolare e sconvolgere la sua mente santa, e la fede nella Parola di Dio si tramuta ora, in fede nella parola di Satana. Improvvisamente immagina che «l’albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l’albero era desiderabile per acquistare conoscenza». Scontenta della sua posizione, Eva cede alla tentazione di diventare simile a Dio. «Prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò» (Genesi 3:6). Eva mette fine alla sua dipendenza da Dio, cade dalla sua prestigiosa posizione e sprofonda nel peccato. Perciò la caduta della razza umana è, prima di tutto, caratterizzata dalla perdita della fede in Dio e nella Sua Parola. Questa incredulità porta alla disubbidienza, la quale, a sua volta ha come risultato finale l’interruzione di una relazione e, infine, una separazione tra Dio e l’uomo; così facendo Adamo ed Eva persero la natura spirituale per una carnale e mortale.
Al versetto 14 di Genesi 3, possiamo leggere di come Dio maledice il “serpente”, che è per l’appunto Satana. Mentre al versetto 16, il Signore si rivolge a Eva… «Alla donna disse: «Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te». L’umanità, dopo esser stata ingannata dal serpente perde la natura spirituale per una peccaminosa e mortale, e da questo momento in poi il genere umano si dividerà in due categorie di persone: una che sta dalla parte di Dio e una dalla parte di Satana. Due schieramenti, due “semi” o progenie: uno per Dio e uno per Satana, che saranno sempre opposti tra loro. Però, solo uno dei due “semi” è la discendenza o progenie della “donna”.
Chi è la “donna”?
Il termine “donna” nel linguaggio profetico si riferisce sempre al popolo di Dio o alla Chiesa, detta anche “sposa” di Cristo, e mai ad una persona in particolare.
Chi è “la progenie che schiaccia il capo del serpente”?
Leggendo il testo di Genesi 3:15 nella lingua originale che è l’ebraico, notiamo che il riferimento alla progenie che schiaccia la testa del serpente è reso come « האו ישפך ראש», «hu ishufka rosh». Nel passo viene utilizzato il pronome personale singolare maschile «hu» per definire la discendenza della donna, quindi il brano dice: «Egli ti schiaccerà la testa». La costruzione grammaticale della frase esclude qualsiasi riferimento femminile e di conseguenza qualsivoglia indicazione verso Eva o Maria (come asseriscono erroneamente i cattolici). Nel brano analizzato, Dio sta chiaramente parlando di una discendenza maschile, come si evince anche da altri testi biblici. Ad Abramo fu data la promessa che un Salvatore sarebbe venuto dalla sua discendenza: Genesi 22:18 “Tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie”. L’apostolo Paolo nell’epistola ai Galati spiega per l’appunto chi è la progenie di Abramo. Galati 3:16 «Le promesse furono fatte ad Abramo e alla sua progenie. Non dice: “E alle progenie”, come se si trattasse di molte; ma, come parlando di una sola, dice: “E alla tua progenie”, che è Cristo».
La Bibbia ci fornisce altri testi o dettagli attraverso i quali identificare correttamente la «discendenza della donna». Nel Nuovo Testamento, l’apostolo Paolo nell’epistola ai Romani invita a guardare oltre le sofferenze momentanee, fissando lo sguardo verso il giorno in cui Gesù sarebbe tornato a giudicare il mondo e prendere con Sé i Suoi. L’apostolo affermò: «Il Dio della pace stritolerà presto Satana sotto i vostri piedi» (Romani 16:20), e questo è il compimento della profezia di Genesi 3:15 nella quale Dio aveva promesso la disfatta di Satana, con l’avvento di un Liberatore, che ora sappiamo essere maschio. Il passo di Romani, così come redatto da Paolo mostra chiaramente l’identità del Liberatore, che è «il Dio della pace», è Lui che schiaccia o stritola il “serpente”, alias Satana e non una figura femminile. Ma se è Dio a compiere questa salvezza, come può Egli essere discendenza (o progenie) della donna? Nel Salmo 132, al versetto 11, vediamo come ci venga ricordata la promessa di Dio al re Davide: «Il SIGNORE ha fatto a Davide questo giuramento di verità, e non lo revocherà: “Io metterò sul tuo trono un tuo discendente» (Salmo132:11), ed il profeta Isaia asserì: «il Signore stesso vi darà un segno: Ecco, la giovane concepirà, partorirà un figlio, e lo chiamerà Emmanuele» (Isaia7:14). Il termine «Emmanuele» letteralmente è: «Dio con noi». Dunque, questo discendente davidico umano è la discendenza della “donna” (popolo di Dio), il quale ha anche le caratteristiche della divinità.
Genesi 3:15 «Egli [il Salvatore] schiaccerà il suo capo [di Satana] e lui [Satana] ferirà il suo calcagno [del Salvatore con la morte in croce]».
Gesù ha dovuto prendere la nostra natura umana per essere vincitore là dove Adamo aveva fallito. Il Signore tramite la Sua morte e resurrezione ha SCONFITTO la morte. La «ferita al calcagno» di Genesi 3:15, indica proprio questo: la morte in croce che Gesù ha dovuto subire; con la differenza che, la “ferita” causata a Cristo è stata transitoria e momentanea (come lo è qualsiasi ferita che si rimargina), mentre lo «schiacciamento della testa del serpente» è definitivo, ma questo avverrà dopo il ritorno di Cristo e il millennio. Satana sparirà dalla scena e il male non farà mai più la sua ricomparsa.
2- COSA È IL PECCATO?
Il peccato è entrato nel mondo attraverso Adamo, quindi gli esseri umani nascono nel peccato e siamo tutti peccatori a causa della nostra natura decaduta. Tranne Gesù, naturalmente. Gesù doveva nascere senza peccato e vivere una vita senza peccato, altrimenti non avrebbe potuto liberarci dal peccato e salvarci. Ma ora vediamo cosa è il peccato e quali conseguenze ha prodotto.
1Giovanni 3:4 «Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge».
Sostanzialmente significa: “mi separo da Dio”, mi allontano da Lui e vivo indipendentemente dal Suo volere. Isaia 59:2 «Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro Dio, e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto».
Il peccato è deviare deliberatamente dal volere di Dio di cui si è a conoscenza, ma è anche negligenza nell’adempiere ciò che ci è specificatamente comandato di fare, oppure fare quello che ci è espressamente vietato. Anche non credere in Dio è peccato…Giovanni 16:9 «Di peccato, perché non credono in me». A volte tendiamo a minimizzarlo facendo una classifica di peccati tra piccoli e grandi, ma questo non trova riscontro nella Bibbia. Presso Dio il peccato non ha una graduatoria o casistica, il peccato ha una sola dimensione: ogni volta che agisco contro la Sua volontà, mi separo da Lui e quindi, sono colpevole o peccatore. Giacomo 2:10 «Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma la trasgredisce in un punto solo, si rende colpevole su tutti i punti». Il peccato è ribellione contro Dio e al Suo volere. Il peccato solitamente si configura in termini di azioni concrete e visibili, le quali mostrano una trasgressione specifica della legge di Dio.
Quali furono le conseguenze della ribellione di Adamo ed Eva?
La prima conseguenza del peccato fu il mutamento della loro natura, che da spirituale e immortale diventa carnale e mortale, e questo ha modificato le relazioni interpersonali, come pure la relazione dell’uomo con Dio. La nuova e stimolante esperienza della conoscenza del bene e del male, invece di farli diventare come Dio, li ha resi come Satana. Questo cambio di natura da potenzialmente immortali a mortali generò in Adamo ed Eva sentimenti nuovi, come la vergogna, la paura; infatti, tentano di nascondersi (Genesi 3:8-10). Quando Dio chiede conto a Adamo ed Eva del loro peccato, questi invece di ammettere la loro trasgressione, scaricano le proprie colpe sull’altro. Adamo dice: «La donna che tu mi hai messa accanto, è lei che mi ha dato del frutto dell’albero, e io ne ho mangiato» (Genesi 3:12). Le sue parole implicano che Eva è responsabile del suo peccato, dimostrando chiaramente come questo abbia rotto la relazione con la moglie e il suo Creatore. Eva, a sua volta, incolpa il serpente. Genesi 3:13 La donna rispose: «Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato». La trasgressione di Adamo ed Eva ha prodotto l’immediata interruzione della comunione con Dio: viene loro impedito di prendere il frutto dell’albero della vita (fonte della vita eterna), e vengono cacciati dall’Eden. Ed è così che Adamo ed Eva diventarono esseri mortali, soggetti alle sofferenze, malattie e alla morte. Molti brani delle Scritture, in particolare questo della caduta, rendono chiaro il concetto che il peccato è un male morale, ed è il risultato di scegliere di violare la volontà di Dio (Genesi 3:1-6; Romani 1:18-22). Il peccato produce colpa e colui che lo ha commesso è passibile di punizione; ed è per questo che la Bibbia dice che il mondo intero è «colpevole di fronte a Dio» (Romani 6:19). La colpa, se non viene presa in considerazione in maniera appropriata, devasta le facoltà fisiche, mentali e spirituali, e infine, se non è risolta, produce la morte, poiché: «il salario del peccato è la morte» (Romani 6:23).
3 - QUALI FURONO GLI EFFETTI DEL PECCATO?
Genesi 3: 19 « … poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai».
Gli effetti del peccato si videro subito in Eden, i loro corpi immortali ed eterni subiscono un mutamento, percepiscono cosa sia il dolore, la sofferenza, le malattie e la morte. Il peccato ha prodotto non solo un decadimento fisico ma anche morale. Il primo figlio di Adamo ed Eva fu un omicida, e i loro discendenti violarono la sacralità del matrimonio: praticarono la poligamia; inoltre, non passò molto tempo che la terra si riempì di malvagità e violenza (Genesi 4:8,23; 6:1-5,11-13). Quando ci allontaniamo dalla fonte della vita e del nostro benessere, che è Dio, ci ritroveremo ad avere problemi, fallimenti e sofferenze varie. L’umanità è schiava del nuovo padrone, “imprigionati e incatenati”, condotti lontani dalla presenza di Dio. Abbiamo perso l’immagine di Dio, non riflettiamo più il Suo carattere ma quello del nuovo padrone, abbiamo una nuova natura: carnale, peccatrice e mortale. Ma dove ci ha condotti Satana? Nella miseria e disperazioni più totali, l’uomo riflette ora il carattere del maligno che è ribelle, indipendente, egoista, malvagio, invidioso, etc. Per causa sua l’uomo ha imparato la guerra, l’odio la violenza, uccide per i propri interessi ed egoismi, idolatra sé stesso. La carriera il denaro prima di ogni cosa; si inchina davanti al proprio io o davanti a idoli di carne o di pietra, invece di adorare e servire il suo Creatore. I vizi e gli eccessi sono i suoi piaceri, gli abusi il suo diletto (cibo, alcol, fumo, droghe, etc.) Il sesso è diventato perverso e degradante (adulterio, fornicazione, pedofilia, omosessualità, etc.) Siamo schiavi di passioni ingannatrici e distruttrici.
Il male ha contagiato tutta la terra, l’uomo nato per vivere in eterno, vive ora al massimo 80/90 anni. Il corpo un tempo sano, ora si ammala e anche le infermità e deformità sono anch’esse conseguenze del peccato. La terra stessa ha subito la maledizione con le sue carestie, i suoi deserti, cataclismi e terremoti che sono sempre la conseguenza del peccato. Gli animali creati tutti vegetariani e docili, hanno anch’essi mutato la loro genetica, alcuni di essi sono divenuti carnivori, altri aggressivi e pericolosi, ogni cosa è stata mutata dal peccato e votata allo sterminio. Satana è l’autore del male, lui è il grande colpevole, e la cosa disarmante è che non rallenta la sua azione devastatrice e distruttrice, poiché egli non ha rispetto per niente e nessuno, semina ovunque odio, rabbia, sofferenza e morte. Ma il male è eterno? Siamo destinati a questo inesorabile destino di sofferenza e morte? La Bibbia ci consola sin dalle prime pagine con una meravigliosa promessa di un LIBERATORE e SALVATORE che sarebbe venuto a riscattare l’umanità dalla condanna. Il prezzo del nostro riscatto era il Suo sangue, la Sua stessa vita.
La colpevolezza è ereditata o acquisita?
Romani 5:12 «Per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e per mezzo del peccato la morte, e così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato»
Quello che la gente chiama peccato originale, in realtà nella Bibbia non è la trasmissione della colpa, ma la trasmissione della predisposizione al peccato. Nessuno di noi è colpevole fino a quando non pecca personalmente e volontariamente. Però, purtroppo, le debolezze e la tendenza al male, quelle sì, le abbiamo ereditate. Salmo 51:5 «Io sono stato generato nell’iniquità, mia madre mi ha concepito nel peccato». Questo significa che noi non ereditiamo la colpa di Adamo ed Eva, quella rimane su loro, ognuno di noi è responsabile davanti a Dio solo dei propri peccati volontari. L’apostolo Paolo dice: «Tutti muoiono in Adamo» (1 Corinzi 15:22), poiché il peccato è entrato nel mondo per mezzo di Adamo, e questo ha infettato tutto il genere umano, così la morte si è estesa a tutti gli uomini. Inoltre, Paolo dichiara che «ciò che brama la carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomesso alla legge di Dio e neppure può esserlo; e quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio» (Romani 8:7,8). Inoltre, sottolinea che siamo «per natura figli d’ira» (Efesini 2:3). Ogni bambino che nasce eredita questa natura peccaminosa e questa si sviluppa negli anni anche per emulazione, ossia nel vedere quello che gli adulti fanno e quindi per imitazione. Nasciamo tutti con una inclinazione verso il male, però il contesto nel quale nasciamo può giocare un ruolo determinante nel correggere tale inclinazione o nel peggiorarla. La condizione in cui versa l’umanità è la prova che abbiamo una natura che tende al male e non al bene.
4 - COSA VUOL DIRE ESSERE STATI RISCATTI DA GESÙ CRISTO?
Salmi 49:7 «Nessuno può in alcun modo riscattare il proprio fratello, né dare a DIO il prezzo del suo riscatto…».
Se chiediamo a un legale: – cosa è un riscatto? –, questi ci risponderà: – riacquistare, mediante consegna di denaro o di beni quanto è caduto in potere o in mano di altri –. È la liberazione dalla prigionia dietro pagamento di una somma. Gesù ci ha per l’appunto riscattati o per meglio dire ci ha “ricomprati” e liberati da Satana, e il prezzo del riscatto è stato il Suo sangue, la Sua stessa vita. A causa della trasgressione, l’umanità è diventata schiava del peccato. Il nostro nuovo padrone, Satana, ci ha resi schiavi e non siamo assolutamente in grado di liberarci, né di resistergli; pertanto, il nostro destino dovrebbe essere la morte eterna. Ma Dio non permetterà che questo accada, i Suoi piani per noi sono altri. Egli aveva previsto tutto questo ancor prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra, aveva preventivato una sua possibile caduta; infatti, aveva stabilito un piano di salvezza: Gesù Cristo uomo.
La Bibbia indica alcune ragioni per cui Gesù Cristo doveva assumere la natura umana. La prima è che doveva essere un modello per noi, perché ha vissuto come un essere umano, però senza mai peccare. Come secondo Adamo, Gesù ha dimostrato che gli uomini possono ubbidire alla legge di Dio e vivere senza peccare. Laddove il primo Adamo ha fallito, il secondo Adamo (Gesù) ottiene la vittoria sul peccato e su Satana, diventando sia il nostro Salvatore che il nostro perfetto esempio. Grazie alla Sua potenza, la Sua vittoria può essere la nostra (Giovanni 16:33). Con il primo uomo, Adamo “figlio di Dio”, vediamo il peccato, la disubbidienza e la morte; con il secondo Adamo, Gesù “Figlio di Dio”, la giustizia, l’ubbidienza e la vita. Dove il primo Adamo ha fallito, il secondo Adamo ha vinto. Noi ereditiamo per nascita la natura del primo, mentre ora ereditiamo mediante la fede, la natura, il carattere e la vita eterna dal secondo. Altra ragione per cui Gesù si è incarnato è perchè doveva sconfiggere la morte e decretare la distruzione di colui che ha l’impero della morte.
Ebrei 2:14 «Poiché dunque i figli hanno in comune la carne e il sangue, similmente anch’egli ebbe in comune le stesse cose, per distruggere, mediante la sua morte, colui che ha l’impero della morte, cioè il diavolo»
Tutti gli esseri umani sono sotto la maledizione della legge di Dio (Romani 6:4; Galati 3:10-13) sono per natura condannati a morire, soggetti alla morte e incapaci di evadere dalla loro condizione. Salmo 49:7 «Nessun uomo può riscattare il fratello né pagare a Dio il prezzo del suo riscatto». Solo Dio possiede il potere di redimere e riscattare l’uomo dal peccato. Osea 13:14 «Io li riscatterei, dal potere del soggiorno dei morti, li salverei dalla morte…». Ecco spiegata la ragione per cui Gesù si è fatto uomo; poiché nessun essere creato, per quanto perfetto e santo possa essere, non può salvare nessuno; poiché siamo tutti peccatori. Inoltre, solo Dio può salvare e redimere.
Isaia 43:11 «Io, io sono l’Eterno, e all’infuori di me non c’è Salvatore».
Isaia 60:16 «…l’Eterno, sono il tuo Salvatore e il tuo Redentore, il Potente di Giacobbe».
In che modo Dio ci ha salvati? Tramite Gesù, che è venuto a riscattarci dalla maledizione, pagando con il Suo sangue la nostra liberazione. Atti 20:28 «… per pascere la chiesa di Dio, che egli ha acquistata con il proprio sangue». In Cristo «abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, il perdono dei peccati» (Efesini 1:7; Romani 3:24). La Sua morte ha lo scopo di «riscattarci da ogni iniquità e purificare un popolo che Gli appartenga, zelante nelle opere buone» (Tito 2:14). Gesù doveva essere un umano, perché la giustizia di Dio richiede che la stessa natura umana che ha infranto la sua legge, doveva pagare la pena per il crimine; infatti, Gesù si è caricato delle nostre colpe ed è morto al posto nostro. Romani 5:19 «Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti». Gesù è stato trattato come tu meritavi affinché tu potessi essere trattato come Egli meritava; Gesù, che non aveva mai conosciuto peccato, ha deciso di prendere su di Sé la colpa delle tue trasgressioni, affinché tu potessi ricevere la Sua giustizia.
Il Signore vuole salvare tutti e perciò: «ha dato Sé stesso come prezzo di riscatto per tutti» (1Timoteo 2:6); e il Suo sacrificio è alla portata di tutti. Gesù ha sperimentato sulla croce la nostra condanna, perché «portò i nostri peccati nel Suo corpo sul legno della croce» (1 Pietro 2:24); quindi, non sei più né perduto, né separato da Dio, perché Egli ha subito la morte che era tua, affinché tu potessi avere vita eterna. Egli ha saldato il tuo debito, ha pagato il tuo conto. Dio ti offre il perdono dei tuoi peccati, e quando pentito, vai a Lui chiedendo il perdono, Egli ti tratta come se tu non avessi mai commesso nulla. 1 Giovanni 5:11-12 «Dio ci ha dato la vita eterna, e questa vita è nel Suo Figlio. Chi ha il Figlio, ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita». La vita eterna è solo in Gesù e senza di Lui non puoi averla; se non hai Gesù di fatto non hai nulla. La morte di Gesù al tuo posto è accettata da Dio come pagamento completo per tutti i tuoi peccati e misfatti del passato. Gesù doveva essere non solo uomo, e quindi completamente senza peccato, ma anche Dio, perché solo Dio può salvare.
5 - IMPLICAZIONI PRATICHE
Dobbiamo conoscere Dio se vogliamo essere tra i salvati, Gesù disse: Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo (Giovanni 17:3). Attraverso Gesù, l’invisibile Dio diventa reale e tangibile. Se qualcuno sta cercando di sapere come è Dio, Gesù ha detto “Guardami! Se mi hai visto hai visto mio Padre (Dio)”. (Giovanni 14:9) Dio vuole che noi lo conosciamo! Anche se il nostro stato attuale è di peccatori riscattati, tutto sarà reso perfetto e giusto tra non molto, con l’imminente ritorno di Gesù. È assolutamente essenziale capire che, sebbene Gesù, essendo figlio di Dio, sia nato come un essere umano, è comunque Dio e non ha mai smesso di esserlo. È fondamentale per la fede cristiana e per la salvezza del genere umano che Gesù fosse completamente Dio e completamente uomo allo stesso tempo, perché solo così possiamo essere salvati e accedere alla vita eterna.
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