1- IL SEGNO DI GIONA

Matteo 12:38-42  Allora alcuni scribi e farisei presero a dirgli: «Maestro, noi vorremmo vedere da te un segno». Ma egli rispose loro: «Una generazione malvagia e adultera chiede un segno; segno non le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. Poiché, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così il Figlio dell’uomo starà nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perché essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c’è più che Giona! La regina del mezzogiorno comparirà nel giudizio con questa generazione e la condannerà; perché ella venne dalle estremità della terra per udire la sapienza di Salomone; ed ecco, qui c’è più che Salomone!

 

Malgrado tutti i miracoli che Gesù aveva fatto, scribi e farisei osarono chiedergli un segno, sottintendendo con ciò che gli avrebbero creduto se egli avesse dimostrato di essere il Messia! Quanta ipocrisia! Se, dopo tanti prodigi, ancora non credevano, si sarebbero forse lasciati convincere da un prodigio in più? Dio non gradisce che gli si chiedano segni miracolosi come condizione per credere. Gesù disse a Tommaso: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” (Gv 20:29). Nel piano di Dio occorre fare il contrario, ossia “credere per vedere”.  Il Signore definì quella generazione malvagia e adultera; malvagia, perché si ostinavano a non riconoscere il loro Messia; adultera, perché erano spiritualmente infedeli al loro Dio. Il loro Dio e Creatore era presente davanti a loro, in Gesù uomo, si univano la deità assoluta e l’umanità perfetta. Ma i loro occhi non riuscivano nè a credere né a vedere che il Signore stava in mezzo a loro e parlava con loro: eppure osarono chiedergli un segno.

Gesù dichiarò che nessun segno sarebbe stato dato loro, se non il segno del profeta Giona, alludendo, in tal modo, alla propria morte, sepoltura e risurrezione. L’esperienza di Giona, che fu inghiottito e poi vomitato dal pesce (vd. Gn 2:1, 11), prefigurava le sofferenze e la risurrezione del Signore. La risurrezione dai morti sarebbe stata l’ultimo e più grande segno del suo ministero in mezzo al popolo d’Israele. Il Signore annunciò che, proprio come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, così egli sarebbe stato nel cuore della terra tre giorni e tre notti. Questa affermazione crea un problema. Se Gesù, come si ritiene comunemente, fu sepolto il venerdì pomeriggio e risuscitò la domenica mattina, com’è possibile affermare che rimase nella tomba tre giorni e tre notti? La risposta è che, nel computo ebraico del tempo, qualsiasi frazione di un giorno o di una notte è considerata un intero, un periodo completo. Già in un’altra occasione aveva profetizzato questo, dicendo: «Distruggete questo tempio e in tre giorni io lo ricostruirò» (Giovanni 2:19).

 Gesù definì la colpa dei capi giudei illustrandola con due esempi.

1° I Niniviti pagani erano molto meno privilegiati di loro; tuttavia, quando ascoltarono la predicazione del profeta errante Giona, profondamente afflitti, si ravvidero. Essi compariranno nel giudizio per condannare i contemporanei di Gesù, che non hanno ricevuto colui che è più che Giona, vale a dire il Figlio di Dio incarnato.

 2° La regina del mezzogiorno, una pagana, estranea ai privilegi dei Giudei, era venuta dalle estremità della terra, con gran dispendio di risorse ed energie, per conferire con Salomone. I Giudei contemporanei di Gesù non avevano bisogno di viaggiare per vederlo: egli era venuto dal cielo nel loro piccolo mondo per essere il loro Re-Messia. Ma nella loro vita non c’era posto per lui, che era infinitamente più che Salomone. La loro deliberata indifferenza sarà condannata in giudizio da una regina pagana. In questo capitolo il Signore è stato definito più grande del tempio (v. 6), più grande di Giona (v. 41) e più grande grande del più grande e decisamente meglio del migliore”

2 - IMPLICAZIONI PRATICHE

Quanto brano ci insegna la grande pazienza e misericordia di Dio.  La vera misura dell’ampiezza della misericordia di Dio è quella delle braccia tese del Signore e Salvatore Gesù Cristo mentre era appeso alla croce per morire per la nostra salvezza. Questa è l’ampiezza della misericordia di Dio, segno e dimostrazione più grande non poteva dare. Questa è la misura della misura in cui arriverà l’amore di Dio. Come possiamo noi, che abbiamo conosciuto quella misericordia e ne abbiamo beneficiato, essere meno che misericordiosi verso gli altri? Noi crediamo ed è per questo vediamo molti segni e miracoli del Suo passaggio in ogni cosa che facciamo nella nostra vita.

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